Milano saluta uno dei luoghi simbolo della cultura birraria italiana. Dopo oltre trent’anni di attività, A Tutta Birra abbasserà definitivamente le saracinesche il 30 gennaio 2026, segnando la fine di un capitolo fondamentale per gli appassionati di birra.
A decidere la chiusura è stata la fondatrice e titolare, Flavia Nasini, che ha scelto di andare in pensione. Non una crisi, dunque, ma una scelta personale che chiude una storia iniziata nel 1995, quando in Italia parlare di beer shop specializzati era ancora qualcosa di pionieristico.
Un punto di riferimento in via Lazzaro Palazzi
Nel negozio di via Lazzaro Palazzi si potevano trovare oltre 500 birre provenienti da tutto il mondo, insieme a bicchieri da degustazione, boccali da collezione, oggetti a tema birrario, libri dedicati alla storia e alla cucina con la birra, oltre a un’ampia selezione di prodotti per l’homebrewing.
Non era solo un negozio, ma un luogo di incontro: qui si organizzavano degustazioni guidate, si scambiavano consigli, si scoprivano nuovi stili e produttori quando ancora il mercato italiano delle birre speciali muoveva i primi passi.
Un ruolo da pioniera nella cultura birraria italiana
Essere il primo beer shop d’Italia ha significato aprire la strada a un intero settore. A Tutta Birra ha contribuito a far conoscere etichette internazionali, birre artigianali e stili poco diffusi nel nostro Paese, educando generazioni di consumatori alla qualità e alla consapevolezza.
Nel corso degli anni, Flavia Nasini ha costruito relazioni con birrifici, partecipato a fiere di settore e collaborato con alcune delle figure più note del panorama birrario italiano, diventando un punto di riferimento per appassionati e addetti ai lavori.
Un vuoto difficile da colmare
Quando chiude un locale storico non si perde solo un’attività commerciale: si perde memoria, esperienza, comunità. Anche in una città dinamica come Milano, dove il mondo della birra continua a evolversi, realtà come A Tutta Birra rappresentano qualcosa di unico e difficilmente replicabile.
Il 30 gennaio 2026 si spegneranno le luci di uno spazio che per molti è stato il primo passo nel mondo della birra di qualità. A Flavia Nasini va il merito di aver creduto, con largo anticipo sui tempi, in una cultura birraria più ampia e consapevole.
Milano perde un pezzo della sua storia brassicola. E chi, almeno una volta, è entrato in quel negozio in cerca di “una birra diversa dal solito”, sa che non si trattava solo di acquistare una bottiglia, ma di scoprire un mondo.
