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Se c’è un posto da cui far partire la storia della birra artigianale a Milano, è un angolo tra via Adelchi e via Porpora, nel quartiere di Lambrate. Lì, nel 1996, i fratelli Giampaolo e Davide Sangiorgi hanno aperto un pub che si faceva la birra in casa e gli hanno dato il nome del quartiere. Trent’anni dopo, il Birrificio Lambrate ha due locali a Lambrate e uno a Berlino, un impianto da duemila litri e una festa, Lambrateland, che il 12 settembre ha riempito Rubattino 56 di gente arrivata per festeggiare un compleanno che sentiva un po’ anche suo. Abbiamo scritto questa guida per chi ci va per la prima volta e per chi ci va da vent’anni: cosa ordinare, in quale dei due locali andare a seconda della serata, e perché il 1996 è una data che conta per tutta la birra italiana.

In sintesi→ Il 1996 è l’anno zero della birra artigianale italiana: e il Birrificio Lambrate è uno dei tre o quattro birrifici nati allora e ancora in attività; nel 2026 tutto il movimento festeggia i trent’anni, e Milano ha il suo festeggiato in casa.→ Due locali nello stesso quartiere, con due caratteri diversi: via Adelchi 5 è il pub storico, piccolo e sempre pieno, dove si beve al bancone; via Golgi 60, aperto nel 2011, è il locale più grande, con la cucina e i tavoli per cenare in gruppo.→ Cosa vi consigliamo di ordinare: la Montestella per cominciare, la Ghisa per capire perché se ne parla anche fuori Milano, la Sant’Ambroeus se volete assaggiare la birra con cui è cominciato tutto.→ Lambrateland, la festa dei 30 anni: si è tenuta sabato 12 settembre 2026 a Rubattino 56, a ingresso gratuito, con birre speciali per il trentennale, street food e una marching band.→ Il quartiere intorno: Lambrate e Città Studi sono la zona di Milano con più birra artigianale per metro quadro, e vale la pena fermarsi anche negli altri locali.

1996: un pub che si fa la birra, in via Adelchi

Nel 1996 in Italia la birra artigianale non esisteva come categoria. Esistevano tre o quattro persone che, ognuna per conto suo, avevano deciso di farla: a Lurago Marinone il Birrificio Italiano, a Piozzo Baladin, e a Milano i fratelli Sangiorgi. L’idea del Birrificio Lambrate era semplice e, per l’epoca, del tutto inedita: un pub che serve una birra prodotta a pochi metri dal bancone. L’impianto iniziale faceva 150 litri per cotta, le birre alla spina erano due e il pub apriva pochi giorni a settimana. Nel giro di qualche anno l’impianto è arrivato a duemila litri restando nella sede di via Adelchi, e il quartiere ha cominciato a considerare quella birra un po’ sua, cosa che a Lambrate succede ancora oggi.

Le birre che si vendevano di più all’inizio erano le più forti: la Sant’Ambroeus, una Belgian Ale da 7 gradi, e la Lambrate, una bock anche lei da 7. Con il tempo la richiesta si è spostata sui 4 e 5 gradi, e oggi, come racconta Giampaolo Sangiorgi in un’intervista al Giorno, la domanda che cresce di più è quella delle birre a bassa o zero gradazione. Il pubblico di Città Studi ha fatto il resto: le ondate di studenti fuori sede che passano dal quartiere hanno reso il birrificio popolare ben oltre Milano, tanto che nel 2016 è arrivato un locale a Berlino con il marchio Lambrate, ancora aperto. Nel 2025 alla società si è aggiunto Enrico Maestri, e oggi la produzione si trova in via Sbodio, sempre nel quartiere.

Due locali, due caratteri: Adelchi e Golgi

Birrificio Lambrate Adelchi, in via Adelchi 5, è il locale del 1996 ed è rimasto quello che era: piccolo, di legno, pieno dalle sette di sera, con la gente che deborda sul marciapiede nelle serate belle. È il posto in cui si beve in piedi, si chiacchiera con chi sta dietro il bancone e si ordina la seconda senza guardare l’orologio. Chi entra per la prima volta pensa di trovarsi in un pub inglese, poi legge la lavagna con le birre e capisce dov’è.

Birrificio Lambrate Golgi, in via Golgi 60, è arrivato nel 2011 per una ragione molto pratica: portare una parte della clientela in uno spazio più grande e togliere i capannelli dalla strada davanti ad Adelchi. Con gli anni è diventato il locale con la cucina, dove la birra entra anche nei piatti, con i tavoli per cenare in gruppo e le stesse birre di Adelchi alla spina. La regola che usiamo noi è semplice: ad Adelchi si va per bere, a Golgi per mangiare, e se siete più di sei persone conviene puntare direttamente su Golgi. Gli orari aggiornati li trovate nelle due schede.

Cosa vi consigliamo di ordinare

La carta cambia con le stagioni e con le birre speciali, ma cinque etichette ci sono sempre e raccontano bene trent’anni di stile della casa:

  • Montestella: è la chiara di riferimento, ispirata alle Kölsch di Colonia, secca e leggera. È la prima da ordinare, e quella che spiega meglio perché i milanesi continuano a tornare.
  • Ghisa: è la stout affumicata, scura e con un fumo che arriva fino in fondo al bicchiere. È la birra per cui il Birrificio Lambrate è conosciuto fuori Milano, e vale la pena assaggiarla anche se le scure non sono il vostro genere.
  • Sant’Ambroeus: è la Belgian Ale da 7 gradi con cui è cominciato tutto, dedicata al patrono della città. Da prendere da mezzo, con calma.
  • Lambrate: è la bock che porta il nome del birrificio, maltata e forte, storica quanto la Sant’Ambroeus.
  • Ligera: è la golden ale da bere in quantità; il nome è milanese e dice già tutto.

Se poi volete portarvi qualcosa a casa, lo spaccio e lo shop online del birrificio hanno preparato per il trentennale la Box Adelchi 30 Anni: sedici birre, due lattine per ciascuna di otto referenze, più la sciarpa del birrificio.

Lambrateland, la festa dei 30 anni

Il compleanno si è festeggiato sabato 12 settembre 2026 a Rubattino 56, in via Rubattino, a Lambrate: dalle 12 fino a tarda notte, con l’ingresso gratuito, le birre della casa e alcune produzioni speciali per il trentennale, musica dal vivo, street food e una marching band che ha accompagnato il “Monarca di Lambrate”, come nel quartiere chiamano Giampaolo Sangiorgi. La pagina di Lambrateland resta online con il programma di quella giornata, ed è la pagina più visitata del nostro sito negli ultimi mesi: un dato che dice molto su quanto la città tenga a questo birrificio.

Il quartiere intorno

Lambrate non è solo il suo birrificio, anche se lui è arrivato per primo. Nel raggio di un quarto d’ora a piedi tra via Adelchi, piazzale Loreto e Città Studi c’è la concentrazione più alta di locali con birra artigianale di tutta Milano: nell’hub del quartiere Lambrate li abbiamo raccolti tutti, e la guida ai pub con cucina di Lambrate vi torna utile la sera in cui Golgi è pieno. Il birrificio è anche, per anzianità, il capofila dei birrifici di Milano e provincia: se vi incuriosisce sapere dove sono gli altri, c’è la mappa dei birrifici.

Dove

 

Il nostro consiglio, se non ci siete mai stati, è di cominciare da Adelchi in una sera infrasettimanale: una Montestella al bancone, poi una Ghisa, e in mezz’ora si capisce perché questo posto è arrivato a trent’anni. Per gli altri birrifici con tap room in città e in provincia, il punto di partenza è la sezione Birrifici.